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Italiens Lehrsystem und seine neuen Gesetze

Lasst doch die Schüler lernen!

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Die neuen Bildungsgesetze in Italien sorgen für viel Aufruhr im ganzen Land. Schüler und Studenten, sowie Lehrer, Professoren und Eltern gehen auf die Straße, besetzen die Ausbildungsstätten und bestreiken den Unterricht. Eine Protestwelle erfasst das Belpaese.

Gli studenti italiani protestano. Nelle strade di Roma, dove negli ultimi mesi non c’è stata una settimana senza proteste, si sono incontrati studenti, ma anche genitori, per manifestare il proprio dissenso a suon di slogan e striscioni. Mentre il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini commenta “La scuola ritornerà ad essere un’istituzione seria”, i dimostranti occupano ben 82 edifici scolastici, bloccando le lezioni in 25 scuole e tenendo assemblee permanenti in altrettante 25. I motivi per i quali tante persone hanno aderito veementemente alla protesta sono le nuove leggi per il rinnovamento del sistema scolastico. Non c’è tempo da perdere, poiché è un dato di fatto che il sistema scolastico italiano è arretrato rispetto a quello di molti altri paesi europei. Infatti, mentre i figli delle famiglie che economicamente possono permettersi di frequentare scuole internazionali, come la Deutsche Schule a Roma, la quale si orienta completamente al sistema tedesco del Baden-Württemberg, la maggioranza dei giovani italiani è iscritta a scuole statali. Come mai c’è cosi tanta differenza fra il sistema scolastico italiano e quello tedesco? Se si prende in considerazione il programma d’insegnamento italiano non ci si rende subito conto delle carenze che esso può avere. Al contrario, il programma della scuola elementare italiana sembra essere addirittura più duro rispetto a quello delle scuole elementari tedesche. Ad esempio, in Italia ci sono fra le 2 e le 7 ore di didattica in più rispetto alla Germania. Dopo la scuola elementare segue la scuola media, con la durata di tre anni. In seguito a questa è possibile continuare gli studi assolvendo un liceo, il quale in cinque anni garantisce una preparazione agli studi universitari, oppure un istituto tecnico o professionale. Sebbene anche attraverso quest’ultimi sia possibile accedere agli studi universitari, il tipo d’istruzione offerta dagli istituti tecnici e professionali offre una preparazione mirata a settori specifici del mondo del lavoro. Tuttavia la formazione scolastica degli istituti non può esser paragonata a quella delle scuole professionali tedesche, poiché in questo caso si tratta di scuole a tempo pieno, ed una delle critiche più frequenti verso gli istituti tecnici e professionali italiani riguarda proprio il tipo d’insegnamento troppo teoretico, nel quale la pratica professionale rimane serbata per il futuro.

Belagerungszustand an italienischen Schulen

A prescindere dalle carenze riguardanti la struttura formativa professionale, il sistema scolastico italiano può comunque esser equiparato a quello tedesco. Ed allora perché è opinione comune in Italia che il sistema scolastico sia scarso ed arretrato? Perché gli stessi italiani definiscono la formazione scolastica una “tragedia”? Forse questo potrebbe dipendere dal fatto che gli italiani stessi non abbiano ben chiara l’importanza di una giusta istruzione, e che un’adeguata formazione professionale, così come noi la intendiamo e conosciamo, in Italia non esiste. In molte professioni si può semplicemente iniziare a lavorare, senza però aver avuto le dovute conoscenze preliminari. E quindi per quale motivo si dovrebbe conseguire un titolo di studio se poi in molti casi si può lavorare anche senza di esso? In effetti oggigiorno si vedono sempre più studenti lasciare la scuola senza aver portato a termine il compimento degli studi.

Anche il fatto che la lingua inglese sia materia d’insegnamento già dalle scuole elementari è molto curioso e quasi inconcepibile se poi, secondo una ricerca effettuata dal Corriere della Sera, l’Italia si trova solo al terz’ultimo posto della classifica europea sulla conoscenza delle lingue straniere. Tutto ciò non fa che confermare l’immagine stereotipata degli italiani: essi amano la loro lingua e sono poco interessati agli idiomi stranieri. Secondo dati statistici, due terzi della popolazione italiana, seppur avendo studiato lingue straniere, non è in grado di applicare queste conoscenze. A cosa è dovuto questo scarso risultato? Da una parte questo fenomeno dipende sicuramente dalla mancanza d’interesse degli italiani nei confronti delle lingue straniere, poiché latita semplicemente la necessità di apprendere e di poter parlare un ulteriore idioma. Dall’altra esistono i presupposti per apprendere una lingua straniera, dato che un idioma come l’inglese viene già insegnato dall’età infantile. Nonostante ciò, i metodi d’insegnamento raramente si basano l’uno sull’altro e gli insegnanti impiegano diversi metodi didattici.

Ist das italienische Schulsystem eine Tragödie?

Queste incertezze comportano inoltre il fatto che ogni anno scolastico il programma debba essere ripetuto dall’inizio. Di conseguenza i risultati scolastici rimangono sulla soglia dello zero. A chi infatti non è capitato di notare divertenti errori di ortografia nei menù italiani? Chi non è stato liquidato con un “Sorry, non speak English” o con altre frasi divertenti durante una vacanza in Italia? Queste carenze linguistiche sono quelle che risultano maggiormente evidenti, anche se la situazione riguardante altre materie d’insegnamento non è molto differente: i metodi didattici sono spesso inadeguati e poco armonizzati fra loro, mentre gli insegnanti non vengono formati in modo soddisfacente. Questi sono solo alcuni degli aspetti che testimoniano la povertà del sistema scolastico e non c’è dubbio sul fatto che in questo ambito resti ancora molto da fare. Le nuove leggi varate appena l’estate scorsa, la legge numero 133 ed i decreti numero 137 e 1108 dovrebbero avere lo scopo di rinnovare il sistema scolastico. Purtroppo però questi nuovi provve- dimenti, attesi da lungo tempo, hanno ottenuto pochi risultati positivi. Il settore dell’istruzione ha infatti subito dei tagli di circa 8 miliardi di euro, la cancellazione di 88.000 cattedre e di 44.000 posti di lavoro nell’amministrazione scolastica. Nelle scuole superiori è inoltre previsto un cambiamento dell’orario settimanale da 36 a 30 ore, mentre la capienza delle classi è destinata ad aumentare. Tutte le scuole aventi meno di 50 alunni saranno chiuse. Gli alunni delle scuole elementari avranno per l’intera durata di cinque anni un maestro unico per tutte le materie, dovranno indossare la divisa scolastica e dovranno acquisire conoscenze relative a “Cittadinanza e Costituzione”. Lo stipendio degli insegnanti sarà inoltre deciso dal Governo e per coloro che avevano un contratto a tempo indeterminato ed aventi perso il loro posto di lavoro verrà data la possibilità di effettuare dei corsi di riadattamento professionale e potranno lavorare nel settore turistico.

Massive Kürzungen im Bereich des Bildungssektors

A questo punto ci si chiede se i politici, al momento di stipulare queste leggi, abbiano pensato al bilancio economico italiano od alla formazione degli studenti. La risposta è scontata: i nuovi provvedimenti, anziché apportare vantaggi, sono palesemente un passo indietro. Per questo è più che comprensibile il fatto che si sia scatenata una protesta contro la riforma scolastica. Il nuovo vecchio Governo Berlusconi mira al risparmio attraverso i sopracitati cambiamenti. Ma su cosa si risparmierà? Sulle spese finanziarie, come si augura il Governo, o sulla formazione scolastica, la quale rappresenta il futuro stesso della nazione? Mentre il Ministro dell’Istruzione continua a sostenere i suoi provvedimenti legislativi ed il Ministro degli Interni Roberto Maroni si espone come garante di questa riforma attaccando coloro che partecipano alle manifestazioni, ci sono anche autorevoli personalità della scena politica italiana che sostengono una diversa opinione. “L’intera nazione si ribella contro la riforma scolastica e protesta per il futuro della democrazia italiana”, afferma Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil. Da questa considerazione si intravede l’unico aspetto positivo di questa situazione: la forte volontà dei giovani italiani di cambiare il loro futuro. Giovani che vogliono studiare e che hanno la volontà di crescere e per questo disposti a lottare. Perché vengono ostacolati?

Laura Oellers, Paderborn
trad. di: Isabella Tarsi, Bonn

Vocabolario

il dissenso – Missbilligung; lo striscione – Spruchband; l’assemblea – Versammlung; arretrato – rückständig; la carenza – Mangel; accedere – teilnehmen können; serbare – auf bewahren; a prescindere da – abgesehen von; equiparato – gleichgestellt; scarso – dürftig; il compimento – Absolvierung; inconcepibile – unvorstellbar; seppur – auch wenn; il presupposto – Voraussetzung; la soglia – Schwelle; varato – verabschiedet; la cattedra – Lehrstuhl; il corso di riadattamento professionale –Weiterbildungsmaßnahmen; stipulare – beschließen; palesemente – offensichtlich; ostacolato – aufgehalten

 

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