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Addiopizzo
„Ein ganzes Volk, das Pizzo bezahlt, ist ein Volk ohne Würde” – unter diesem Motto engagieren sich die Mitglieder des Vereins Addiopizzo – die sogenannten attacchini – jeden Tag im Kampf gegen die Mafia. Knapp zehn Jahre nach der Gründung zählt Addiopizzo 10391 Kunden und 796 Unternehmen, die der Mafia täglich „Nein danke!“ sagen. Die Bewegung setzt sich zudem dafür ein, in den vielen Schulen der Region eine bewusste und kritische Denkweise gegenüber der Mafia zu fördern.

Pizzo? Nein danke!

Auf Sizilien hat die Mafia das Sagen – so lautet das Vorurteil. Nach ihrer Erfahrung bei Addiopizzo erzählt uns Christine Harlacher von einer Möglichkeit, der Cosa Nostra zu entkommen und zeigt den onde-Lesern das neue, selbstbewusste Gesicht Siziliens.

Quando ho comunicato alla mia famiglia e ai miei amici che sarei andata a Palermo per fare uno stage, tutti mi dicevano: “Ma perché ci vuoi andare? Lì c’è la mafia!”. È la conferma che la prima cosa che viene in mente sentendo la parola ‚Palermo‘ è ‚mafia‘. Questi pregiudizi vengono alimentati dai tanti film (soprattutto americani) come Il padrino o Il capo dei capi: il capo vive una vita di lusso, i mafiosi sparano in strada mentre tutti intorno distolgono lo sguardo. È comprensibile che, dopo aver visto questi film, tanti stranieri pensano che la mafia sia ancora oggi un fenomeno visibile sulle strade di Palermo e questo naturalmente li spaventa.
Ma dopo la strage di Capaci del 1992 e l’arresto di Totò Riina nel 1993, la strategia della mafia siciliana è cambiata: cerca di lavorare sotto la superficie e si concentra di più su appalti abusivi, sul traffico di droga e rapporti con la politica. Ma solo perché la mafia non lavora più in maniera così visibile non significa che sia meno potente, anzi è proprio il contrario.

Kritischer Konsum gefordert

Anche per questo un’organizzazione come Addiopizzo, che si impegna a Palermo contro il racket delle estorsioni (“pizzo” in siciliano), è importantissima e dimostra che c’è gente in Sicilia che ha voglia di smontare stupidi pregiudizi. Gli attivisti di Addiopizzo, di cui faccio parte pure io dal primo settembre 2012, sono soprattutto volontari e dedicano il loro tempo libero per un’economia legale in Sicilia. Addiopizzo è stato fondato nel 2004 da un gruppo di sette ragazzi appena laureati: questi volevano aprire un pub in centro e, facendo un elenco con tutte le spese che avrebbero dovuto affrontare, uno di loro mise un punto interrogativo sulla voce “pizzo”. I ragazzi decisero che non avrebbero mai accettato di pagare nemmeno un centesimo alla mafia. Non volevano far parte di quelle generazioni di commercianti che pagano ogni mese senza dire neanche una parola, per paura o anche per abitudine.
Ma invece di aprire questo pub, i ragazzi decisero di attaccare adesivi nel centro storico di Palermo nella notte tra il 28 ed il 29 giugno 2004 con il seguente messaggio: “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”. Con gli adesivi si affermava che senza dignità sono non solo i commercianti, che direttamente danno soldi ai mafiosi, ma anche tutti i cittadini, perché anche loro, facendo la spesa in un negozio che paga il pizzo, finanziano indirettamente la mafia. Così nasce la campagna del consumo critico Pago chi non paga. In un primo momento gli attivisti di Addiopizzo hanno cercato consumatori disposti ad acquistare in negozi pizzo free. In un solo anno, 100 commercianti hanno aderito ad Addiopizzo entrando a far parte di una lista pizzo free che elenca tutti i bar, ristoranti, negozi ma anche alberghi, parrucchieri e palestre che non pagano (più) il pizzo. Ogni anno si aggiungono alla lista circa 100 nuovi negozi: adesso siamo arrivati a 781 negozi pizzo free, che si trovano nella Guida del consumo critico. Per i turisti Addiopizzo ha sviluppato, insieme a un tour operator tedesco una carta di Palermo in cui sono segnati tanti ristoranti e negozi che non pagano il pizzo.

Eine pizzo free-Tour durch Palermo

Durante il mio stage ho lavorato soprattutto per Addiopizzo Travel, che è stato fondato nel 2009. Addiopizzo Travel propone un turismo etico e responsabile in ristoranti e alberghi pizzo free. Anch’io, in un’occasione, ho potuto accompagnare un gruppo di venti tedeschi che hanno prenotato il tour Palermo pizzo free. L’ultima tappa del tour è l’Antica Focacceria San Francesco, che fa parte della lista Addiopizzo dal 2006. I proprietari hanno deciso di aderire ad Addiopizzo dopo aver ricevuto diverse pressioni da parte della mafia: avrebbero dovuto impiegare persone affiliate alla mafia, comprare la merce da un commerciante indicato dall’organizzazione criminale e, infine, pagare il pizzo. Perciò i due fratelli hanno avuto il coraggio di denunciare i loro estorsori e portarli in tribunale. Da allora i proprietari dell’Antica Focacceria e le loro famiglie sono costretti a vivere sotto scorta. Nonostante la sua gravità, questo è fortunatamente un caso singolo.
In questa maniera Addiopizzo non aiuta solo i commercianti ma dà a tutti i turisti e cittadini di Palermo la possibilità di realizzare un’economia legale e moderna. E sono orgogliosa di essere parte di questo nuovo movimento, che unisce la bellezza della Sicilia con l’impegno sociale.

Christine Harlacher, Palermo

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