Ein Kaffee mit Florian Kronbichler

Florian Kronbichler, geboren 1951 in Bruneck, war Journalist und ehemaliger Chefredakteur des Südtiroler Wochenmagazins ff. Weiters schrieb er für verschiedene in- und ausländische Zeitungen. Seit Februar 2013 sitzt er als Vertreter Südtirols Ökologischer Linken und der Grünen im Abgeordnetenhaus in Rom. Wie es dazu kam, verrät er uns bei einem gemütlichen Kaffee.

Sono le 10.30 di una splendida mattina di fine agosto. Siamo seduti nella vecchia Waschküche di Florian Kronbichler, oggi suo ufficio. Gli scaffali sono pieni di libri e la grande scrivania di legno occupa metà dello spazio. Florian è seduto sulla sua sedia, sembra contento. S’informa su come gli ondiani di Passavia abbiano affrontato l’alluvione e inizia a parlare della sua visita nel novembre 2012, in occasione della BuTa (Bundestagung), dove ci ha dato dei preziosi consigli su come scrivere e sul mestiere di giornalista.

Vom Voyeur zum Acteur
Ripensa alla sua vita e alla sua attività di giornalista, prima che la sua nuova carriera iniziasse, prima che cambiasse la prospettiva da „voyeur“ ad“acteur“, divenendo politico e parlamentare per la coalizione di SEL (Sinistra Ecologia Libertà) e i Verdi. Tira le somme. Confronta. Confronta lo scopo di Onde con il suo scopo. Lo scopo di migliorare la comprensione fra italiani e tedeschi, di rivolgere la parola a tutti e due, mosso dalla sempre esistente brama di conoscenza comune già a Goethe e ai Deutsch-Römer del XVIII secolo. Anche da giornalista non era per niente neutrale e oggettivo quando si parlava di politica. Difendeva la sua opinione con le unghie e con i denti, anche se generalmente un giornalista non dovrebbe immischiarsi. Lui è una delle poche voci altoatesine che parla sia agli italiani che ai tedeschi, senza fare tanta differenza. E che cerca di dare ascolto a entrambi.

Ein Journalist wird zum gewählten Vertreter des Volkes…
Quando gli chiedo come mai si è candidato, sorride. Dice che non era sua intenzione, ma dato che lui nel passato convinse altre persone a candidarsi, si sentiva, per coerenza, un po‘ come costretto. Mi spiega che le due caratteristiche più importanti del Principe di Machiavelli sono vis et fortuna e che lui, grazie a queste due qualità – forse più fortuna che vis, come ammette – ha vinto. Florian Kronbichler è il primo parlamentare altoatesino che non appartiene alla SVP – il partito popolare sudtirolese. Sta cercando di cambiare l’opinione che hanno gli italiani dell’Alto Adige, l’immagine che la SVP gli ha dato. Non pensa soltanto alla nostra piccola regione ma a tutta l’Italia ed è convinto che i „bisogni“ siano spesso gli stessi e che se si risolve una cosa per l’Italia, è automaticamente risolta anche per l’Alto Adige, il Sudtirolo, come lui lo chiama, per far sì che l’autonomia abbia lo stesso nome in italiano e in tedesco.

…und begeistert durch neue Ideen
Durante i suoi mesi al Parlamento di Roma si è accorto che gli italiani sono intimiditi dalla Germania che sembra loro più moderna ed economicamente più solida. Lui cerca di essere l’anello di collegamento tra tedeschi e italiani, di eliminare la paura, di informare, di spiegare. E tutto questo fa la differenza. Florian Kronbichler è diverso dalla SVP, ha idee diverse e vede il bilinguismo altoatesino come un’importante risorsa, da non sottovalutare. Cerca di cambiare le cose, di europeizzare l’Italia e di non parlare sempre dei diritti degli altoatesini e della loro „pena“. Non solo la stampa, ma anche i parlamentari iniziano incuriosirsi per la nostra Regione, per il suo accento diverso. Ammette che è solo uno dei 630 parlamentari – uno di tanti – e che è difficile cambiare qualcosa, ma ci crede veramente e con il suo impegno ci riuscirà.

Was bleibt vom Journalisten Florian Kronbichler?
Se gli chiedo se lavora ancora come giornalista mi risponde di no. Mi dice che politica e giornalismo non sono compatibili. Da politico uno non può più essere oggettivo e la voce politica non è presa sul serio se uno scrive. Il vantaggio è che non ha bisogno di addetti e uffici stampa e che conosce la maggior parte dei giornalisti e delle redazioni. Sulla sua pagina Facebook non traduce le cose che scrive, ma scrive o in italiano o in tedesco, così che la gente sia „costretta“ a occuparsi delle due lingue esistenti nella nostra Regione. È qui per tutti i gruppi etnici, si vede come Brückenbaupolitiker che unisce, illumina e spiega. Compara se stesso con noi ondiani, che cercano – come lui – di avvicinare italiani e tedeschi.

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